Non mi sono mai soffermato a guardare la pioggia, "è brutta" dicevo, "è triste" pensavo; quel cielo grigio, quella desolatezza per le vie, tutto si spegne e le persone restano immobili, non possono fare altro, in attesa che il sole rinasca.
Quel piangere del mondo che ti rende inquieto, anche un po' impaurito..
Non ho mai sorriso al calar della pioggia, quest'acqua fastidiosa che ti porta a chiuderti in casa; quel nauseante odore, quel continuo fastidioso rumore.. "Come si fa a gradire la pioggia?" mi chiedevo.
Poi, d'un tratto, un taglio. Uno strappo. Un dolore.
La vita mi apparve interrotta. Ferma. Immobile.
Stop.
Non più virgole. Solo punti.
Tutto a quel punto scorreva più lento, all'improvviso avevo il tempo per guardarmi attorno, il tempo per notare che gli alberi stavano rinascendo, che il sole non era poi così distante da me, che riuscivo a sentire ogni singolo battito del mio cuore, forte, mai stanco.
Pensai che non c'era fretta. Rallentai. Ogni passo sembrava più leggero e l'uscita di un tunnel che sembrava infinito era proprio davanti a me.
Non ero sicuro di ciò che avrei trovato all'uscita, ma ciò non mi importava, ero troppo leggero per preoccuparmi.
E all'improvviso.. pioggia.
Fredda pioggia.
Ad ogni goccia mi sentii scivolare il mondo addosso, lavato da ogni preoccupazione, liberato dalle catene che avevo ai piedi.
Così sereno, così libero..
Tutto ciò che avevo perso in realtà non era mai andato via, semplicemente non potevo vederlo, né sentirlo.
Tutto ciò che avevo perso era in realtà dietro di me, a spingermi, a sorreggermi, più mi sentivo morire, più diventavo forte.
Il cielo grigio non piangeva, mi confortava, quasi a ricordarmi che io sono ancora qui. Vivo. In piedi.
"Voglio diventare pioggia" allora pensai, sarò una colonna che sorreggerà le persone che si sentiranno crollare, proprio come altri hanno fatto con me.
Quando il cielo sarà grigio, io sarò pioggia, venuta a lavarvi dalle vostre paure, dalle vostre insicurezze e preoccupazioni.
Quando il cielo sarà grigio, io sarò lì, al tuo fianco.